sabato 28 maggio 2011

Vincenzo Cardarelli

il sabato poesia Viaggio


Come il partente invidia chi rimane!
Come felice, stabile,
si mostra il mondo a lui che lo contempla
con l'animo d'un esule, con occhi
di morituro.
Deciso all'addio,
egli è, pure indugiando, già in cammino
e fuori dalla vita.
Così a me tutto apparve, in ogni tempo,
come quelle città che salutai
verso sera,
mentre, partendo, già il ricordo urgeva,
o ch'io scopersi fervide e ridenti,
dall'alto d'un ponte,
passando in ferrovia,
rasentando i segreti delle case
col treno in corsa
che discioglieva i luoghi a me più grati
in un gioco di nuvole.
Oh senza sosta io vissi
ed esule dovunque.
Nessun'arte imparai, niuna certezza
mi assiste
nel punto di salpare ormai per sempre.

5 commenti:

  1. Non la conoscevo, è bellissima, e la sua drammaticità è pari alla sua bellezza

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  2. Sentimenti antichi in un contesto che stava modernizzandosi, espressi con dignitosa commozione.

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  3. Controcorrente.

    Partire non è sempre
    andarne e morire.
    Partire e rinascere
    può significare.
    Un treno,
    che se non prendi
    un treno che passa
    - Soul express -
    e non torna più.
    - Soul express -
    via da queste mura
    - Soul express -
    via da questo niente
    via da questo nulla
    via da quì.
    - Soul express -
    e se passa e se ne và
    tu non lo prendi più
    in esso le speranze
    in esso si rinnova
    il pensiero dell'Anima
    che incontra nella Via
    la Vita. La sua.
    Rovena Bocci.

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  4. Non riesco a commentare i tuoi post-
    Egill

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  5. @egill-larosabianca è vero in alcuni blog (novalismi per esempio) non funzionano, speriamo risolvano presto il problema.

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