sabato 28 maggio 2011

Vincenzo Cardarelli

il sabato poesia Viaggio


Come il partente invidia chi rimane!
Come felice, stabile,
si mostra il mondo a lui che lo contempla
con l'animo d'un esule, con occhi
di morituro.
Deciso all'addio,
egli è, pure indugiando, già in cammino
e fuori dalla vita.
Così a me tutto apparve, in ogni tempo,
come quelle città che salutai
verso sera,
mentre, partendo, già il ricordo urgeva,
o ch'io scopersi fervide e ridenti,
dall'alto d'un ponte,
passando in ferrovia,
rasentando i segreti delle case
col treno in corsa
che discioglieva i luoghi a me più grati
in un gioco di nuvole.
Oh senza sosta io vissi
ed esule dovunque.
Nessun'arte imparai, niuna certezza
mi assiste
nel punto di salpare ormai per sempre.


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5 commenti:

Francesco Zaffuto ha detto...

Non la conoscevo, è bellissima, e la sua drammaticità è pari alla sua bellezza

Adriano Maini ha detto...

Sentimenti antichi in un contesto che stava modernizzandosi, espressi con dignitosa commozione.

Rovena Bocci ha detto...

Controcorrente.

Partire non è sempre
andarne e morire.
Partire e rinascere
può significare.
Un treno,
che se non prendi
un treno che passa
- Soul express -
e non torna più.
- Soul express -
via da queste mura
- Soul express -
via da questo niente
via da questo nulla
via da quì.
- Soul express -
e se passa e se ne và
tu non lo prendi più
in esso le speranze
in esso si rinnova
il pensiero dell'Anima
che incontra nella Via
la Vita. La sua.
Rovena Bocci.

egill-larosabianca. ha detto...

Non riesco a commentare i tuoi post-
Egill

novalis ha detto...

@egill-larosabianca è vero in alcuni blog (novalismi per esempio) non funzionano, speriamo risolvano presto il problema.

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