sabato 14 maggio 2011

Maria Cecilia Camozzi

il sabato poesia  Inquieta


Inquieta
e satura di silenzi
senza musica,
di ore vuote incolori
sotto una pioggia di parole inutili,
la melanconia
indugia sulla porta stretta,
negli spazi bui tra una stella e l'altra,
lontano…
dove lo sguardo non sospira più.

Sulla collina del mio cielo,
l'acqua della solitudine scorre
tra i fiori dell'oblio,
sonno senza risveglio…
cancellando i dispersi del Kaos
che non sa consolare.

Un bardo penitente
ha ferito la Luna con un canto
mesto,
nelle sue guerre immaginarie
e all'ombra di stendardi sporchi,
il sangue ancora cola
sulla calma
e sull'armonia di un mondo senza onore.

Maria Cecilia Camozzi

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