mercoledì 11 maggio 2011

Frammenti #41

Riguardo alle grandi domande, è conveniente astenersi dai giudizi affrettati.
Diogene Laerzio, Vite dei filosofi

L'epochè, o sospensione del giudizio, per i filosofi greci era un'abitudine, anzi, una divisa mentale. Più "grande" è la domanda, suggerisce Eraclito, più meditata deve essere la risposta. Oggi invece, non è più consentita la pausa di riflessione: o si è capaci di rispondere a tambur battente, come si dice, o ci si ritrova oscurati. Sulla testa di tutti incombe il telecomando di Damocle. Come un disgraziato prova a riflettere un secondo in più, viene subito castigato dallo zapping. L.D.C.

2 commenti:

  1. E di solito si sparano le piu grossssse c... istantanee.
    ciao

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  2. Bè, un'accelerazione del tutto come quella in cui viviamo comporta anche un'accelerazione della mente e dunque la possibilità di risposte più rapide, altrimenti non esisterebbe "divenire" e ciò che hanno detto i Greci basterebbe e avanzerebbe. Diciamo che più che meditare la risposta, questa "arriva" al momento opportuno al di là dell'essersi inabissati o innalzati in chissà quali massimi sistemi: si chiama "intuizione", ma è pur ben lei quella che ci sopravviene in aiuto!

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