giovedì 10 ottobre 2013

Chien-Chi Chang: vivere di fotografia

Chien-Chi Chang si racconta.

Molti dei lavori che faccio con la fotografia finiscono per avere una relazione tra loro. Tutto ruota intorno allo scontro di culture, all'esperienza di vivere in due mondi diversi allo stesso tempo. Le condizioni particolari di Taiwan ti portano a pensare questo - visto che si tratta di un luogo in cui le culture si confrontano tra loro. Spesso, quel che osservi lì è come se fosse una doppia esposizione all'interno della stessa inquadratura - le cose si giustappongono in un modo che non ti aspetteresti di osservare. Se guardi un una direzione, vedi cose molto più tradizionali, se guardi dall'altra, vedi un'insegna di McDonald.
Tutti i principali reportage che ho realizzato raccontano quel che mi colpisce e mi turba. Tutti riguardano una parte di me da esprimere. Qualcuno mi ha domandato del mio stile; ma io non ho stile.

Quel che cerco è un'esperienza totale e intorno a un argomento che sento di dover affrontare. Io vivo di fotografia e se qualcosa mi disturba o mi sconcerta o mi confonde abbastanza a lungo, allora sento di dover fare qualcosa. Con la fotografia. (...)
Qualcosa ti turba, ti inquieta fino al momento in cui non agisci, e scattare fotografie è, per me, l'azione da compiere. Io, semplicemente, mi butto, non ho piani premeditati. Ignoro quel che verrà fuori alla fine del tunnel, ma mi lancio e basta, e vivo questa esperienza. (...) La fotografia è ancora il mio modo per esprimere me stesso, ma ho deliberatamente deciso di prenderla con più calma. Cerco di dare importanza a ogni singola immagine, esattamente come è importante ogni respiro che facciamo.

Nessun commento:

Posta un commento