sabato 22 gennaio 2011

Patricia Wolf

il sabato poesia Processo


Ma tu chi sei, chi sei
Piango e non mi senti:
nemmeno gli uomini odiano così...
Lasci che le mie mani afferrino il buio-desolazione
cercando guance-fantasma da accarezzare
Lasci che i miei occhi attraversino il tunnel-indifferenza
inseguendo la strada-infanzia
smarrita in fondo a troppe fughe...
Lasci che la mia mente s'imbatta in lacrime-stalattiti
stanche di celebrare elogi funebri
ad ideali disfatti
Lasci che la mia schiena si schianti
sotto il peso di troppi addii forzati:
di tanti son stato giudice esecutore,
di alcuni,
dolenti,
vittima predestinata.
E mi confini qui
sul picco più alto del mondo
a contemplare emozioni di carta
tradite al primo decollo
e tramonti mascherati da albe
Ah sì, lo so chi sei:
ti chiami TEMPO
Ed è una vita che mi uccidi.


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