sabato 18 dicembre 2010

Pietro Barbera

il sabato poesia L'archeologo


Ti sarò grato per sempre,
Poesia.
Restituisci momenti sepolti
negli strati della memoria.
Sedimenti di vita
cementificati
nell'impasto di smarriti ricordi.
Come un archeologo,
la penna una piccozza,
per fiaccola la fantasia,
rimuovo la coltre di fango,
frugo
tra le sabbie mobili
della coscienza.
Ripago, al fine,
la immane fatica
di fronte al riverbero
di un gioiello arrugginito.
Lucido ogni spigolo e rientranza,
rispuntano volti con occhi parlanti,
atmosfere colme di denso piacere,
rotti pianti d'amore e tristezza.
Un semplice, bianco, foglio
una delle teche
di un grande museo
di rinate emozioni.
Sprizzo di gioia al cospetto
dell'ultimo amuleto ritrovato.
Che sia un lacero osso
o un opale iridescente
fa lo stesso.
In pugno, a me pare,
di stringere un raro diamante.
Brillerà sempre per le mie pupille.

3 commenti:

  1. Bellissima e profonda, non aggiungo altro, ho ancora nella mente questa magica atmosfera che hai creato con le tue parole.

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  2. Le poesie che scrivi su questo blog sono sempre molto belle e di poeti che dovremmo conoscere tutti (io per prima, che a volte non ne so nulla)
    Grazie!
    Lara

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