lunedì 13 dicembre 2010

Frammenti #34

Se non fosse che lo si fa per Dioniso, ci vergogneremmo di certo a cantare inni in onore di quelle parti del corpo umano che per pudore si è soliti nascondere.
Clemente Alessandrino, Protrettico - Plutarco, Su Iside e Osiride

Chissà perché è convinzione generale che la "liberazione" dei costumi sessuali" sia una conquista di questi ultimi anni. In realtà i Greci, in quanto a comune senso del pudore, erano molto più spregiudicati di noi e, a parte l'omosessualità, che veniva dichiarata senza il minimo imbarazzo, quello che si faceva in una festa dionisiaca era al di là di ogni più sfrenata immaginazione. Altro che Nove settimane e mezzo! L.D.C.

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