martedì 18 giugno 2013

Thomas Dworzak: alla fine le immagini contano

Thomas Dworzak si racconta.
Per me la fotografia è l'opportunità di andare in posti dove le cose accadono e nel momento in cui accadono. Tutto questo dipende per metà dalla conoscenza personale che posso avere accumulato nel tempo. Con la tua esperienza, infatti, puoi sapere in che modo comprendere quel che probabilmente accadrà, dove accadrà e come arrivarci. L'altra metà dipende da ciò che succede a te e intorno a te...
Mi piace pensare di non poter avere il controllo totale e che le fotografie sono quel che succede, piuttosto che il risultato solo delle decisioni che posso prendere. Si potrebbe dire che questo è il rovescio della medaglia della fotografia. Ma per me, si tratta del suo aspetto magico.

Forse non porterai nessun tipo di beneficio alle persone che fotografi e non potrai cambiare nulla, ma qualcuno deve pure documentare quel che accade. E se non ha mola importanza che io vada o meno in Iraq - perché, se pure io non ci vado, altri andranno al mio posto -, con la Cecenia o le altre parti del Caucaso è diverso.
Nessun giornale mi chiederà di tornare in quella regione ma io lo faccio ancora, ancora ci vado.
Non vedo perché, anche se i giornali non sono interessati, non doveri andare in Georgia quando una rivoluzione accade. Forse nessuno mi chiederà queste immagini tra una settimana, ma alla fine dei conti saranno utili.

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