sabato 23 ottobre 2010

Nazim Hikmet

il sabato poesia  Ragazzo mio


Ragazzo mio,
io non ho paura di morire.
Tuttavia, ogni tanto
mentre lavoro
nella solitudine della notte,
ho un sussulto nel cuore;
saziarsi della vita, figlio mio,
é impossibile.

Non vivere su questa terra
come un inquilino,
o come un villeggiante stagionale.
Ricorda:
in questo mondo
devi vivere saldo,
vivere
come nella casa paterna.

Credi al grano,
alla terra, al mare,
ma prima di tutto
all’uomo.

Ama la nuvola,
il libro,
la macchina,
ma prima di tutto
l’uomo.

Senti in fondo al cuore
il dolore del ramo che secca,
della stella che si spegne,
della bestia ferita,
ma prima di tutto
il dolore dell’uomo.

Godi di tutti i beni della terra,
del sole,
della pioggia,
della neve,
dell’inverno e dell’estate,
del buio e della luce,
ma prima di tutto
godi dell’uomo.

3 commenti:

  1. hikmet. il suo particolarissimo percorso di vita non "riduce", anzi...hikmet, un grande maestro di poesia.

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