mercoledì 10 marzo 2010

Frammenti #16

(Nell'urtarsi) si stacca e si ritocca, si unisce e si separa, si avvicina e si allontana.
Plutarco, Sugli oracoli della pizia, 18.

A ben guardarla, anche la materia sembra pervasa da una grande voglia di far l'amore e di un'altrettanto grande voglia di libertà. Le molecole, sollecitate come sono dal secondo principio della termodinamica, si desiderano e si respingono. E' innegabile, infatti, che ogniqualvolta siamo soli vorremmo avere compagnia, e che quando ci vediamo circondati da una folla vorremmo isolarci. A questo punto, però, vorrei chiedere agli amici e alle molecole: cosé più difficile da sopportare per voi: la solitudine o l'oppressione? Londra o Napoli? L.D.C.

3 commenti:

  1. Mi pare che, in entrambi i casi, alla base ci sia sostanzialmente un problema di "ego".

    RispondiElimina
  2. Sono un po' indietro di fisica,ma empiricamente posso dire che la solitudine non mi pesa mentre l'oppressione mi..opprime.

    RispondiElimina
  3. Half and half...mi piace la compagnia, ma a fine giornata, dopo una full immersion tra la gente, desidero starmene da sola e avere spazi e tempi solo per me.

    RispondiElimina