lunedì 24 agosto 2009

Frammenti #7

Il divino è giorno e notte, estate e inverno, guerra e pace, sazietà e fame, e, similmente al fuoco, ogni volta che viene mescolato a un profumo, prende un nome diverso.
Ippolito, Confutazione.

La malattia rende piacevole la salute. La fame gratifica la sazietà, la fatica il riposo.
Stobeo, Florilegio.

Gira e rigira, il pensiero di Eraclito si serve sempre dei contrasti per esaltare la vita: è la fatica a rendere piacevole il riposo, è il dolore a magnificare il piacere, è la fame a farci apprezzare il cibo. E a tale proposito, ricordo un litigio scoppiato a Napoli, in una trattoria, tra il proprietario del locale e un avventore. Materia del contendere: un piatto di spaghetti cotto non troppo al dente. A un certo punto l'oste guardò il cliente con una punta di commiserazione, e poi esclamò: "Il guaio nostro è che dobbiamo servire gente che non ha fame!" L. D. Crescenzo

1 commento:

  1. Troppo abili ed esperti, nell'ostentare scontentezza.

    ciao, Novalis, ben trovato.

    RispondiElimina