mercoledì 10 giugno 2009

Decrescita: Salute

Settimo punto del decalogo sulla decrescita: la Salute.
I primi sei li trovate qui

7. Salute. La salute è equilibrio. Favorite il vostro equilibrio e quello della vostra famiglia. Sostenete una dieta e delle abitudini sane, un lavoro e una casa salubri, fuggite dallo stress e da tutte le situazioni che provocano confusione mentale e problemi inutili. Studiate le forme di salute tradizionali, perché vi serviranno. Autogestite la vostra salute e quella della vostra famiglia fin dove vi è possibile. Considerate il mondo della salute come un tutto olistico, che include la dieta, le questioni ambientali, il luogo in cui abitate, il lavoro, il mondo spirituale, la famiglia… Fuggite da ogni tipo di aggressione. La medicina allopatica può avere i suoi lati positivi, a cui si può ricorrere in momenti determinati, ad esempio la diagnosi. Anche la morte fa parte della vita.

Valerio Pignatta scrive:
La crescita della medicalizzazione e dell’organizzazione sanitaria ha comportato un aumento spropositato di morti e danneggiati dal sistema medico stesso... Ma è in fondo inevitabile, se pensiamo che le medicine e le cure sono parti integranti del mercato del mito della crescita economica.
[...] Il sistema sanitario attuale, secondo alcuni autori, è un sistema che causa più malattie di quante riesca a curarne. Illich aveva analizzato in modo profondo la iatrogenesi del sistema medico occidentale già nel 1976. Grazie al pressing pubblicitario delle multinazionali farmaceutiche si è verificato il diffondersi dell’ossessione della salute a tutti i costi e immediata a fronte di uno stato emotivo e psicologico di dipendenza totale da pillole di sintesi, diagnostica e interventi invasivi, il più delle volte, nel lungo periodo, più dannosi che non efficaci. In particolare negli Stati Uniti la terza causa di morte dopo malattie cardiache e cancro è l'uso di farmaci e altre cause iatrogene (infezioni ospedaliere, interventi chirurgici, errori di medicazione ecc). Sempre negli USA le sole medicine sono la quarta causa di morte comune. Che non è poco. E non è nemmeno tutto.

Mario Fusi scrive:
Nella mia ottica non si tratta ovviamente di ridurre la qualità di salute, bensì di sfruttare - fra le altre - anche le possibilità delle medicine complementari per migliorare la qualità di vita e contemporaneamente abbattere il carico tecnologico, dispendioso e fortemente inquinante sia i per consumi energetici che per le dismissioni di sostanze tossiche (reagenti chimici per le radiografie e le analisi di laboratorio) e addirittura radioattive (scintigrafie!).
- L’approccio posturale e le tecniche manipolative, per esempio, permettono di evitare molte indagini (non solo radiografiche), per riservarle alle situazioni non risolvibili o sospette.
- L’omeopatia comporta un carico tossico per l’individuo, e energivoro e inquinante per l’ambiente, decisamente basso rispetto all’industria farmaceutica ufficiale.
Il rischio di inquinamento delle acque urbane reflue ad opera degli olii essenziali (che possono tranquillamente sostituire gli antibiotici in moltissime circostanze di patologia infettiva anche grave, e con il vantaggio di coprire anche le infezioni virali) è tendenzialmente nullo trattandosi di sostanze naturali.
- Trattare una comune patologia ortopedica, come il classico mal di schiena, con certe tecniche manipolative si traduce molto spesso in un rapido miglioramento del soggetto sofferente e in una riduzione di costi sanitari a carico della comunità.

Daniela Mazzoli scrive:
[...] L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha posto nella giornata della salute l’accento sui cambiamenti climatici che, da qui a qualche decennio, potrebbero danneggiare lo stato fisico e psicologico degli esseri umani.
Una svista apparentemente insignificante ha posto il cambiamento climatico al centro del dibattito, come se la ‘colpa’ fosse del clima che, a un certo punto, con la caduta di un meteorite o l’esplosione del nucleo incandescente della terra, avesse deciso di andare verso un surriscaldamento progressivo e mortale per la razza umana.
Così non è.
Il cambiamento climatico è dovuto all’incidenza dell’uomo sul clima: produzione di anidride carbonica in misura tale da provocare lo scioglimento dei ghiacciai, innalzamento della superficie marina, spostamento e scomparsa di specie animali, migrazione dei popoli con quel che comporta.
Insomma non è il clima a influire sull’uomo facendolo ammalare, ma è l’uomo a determinare cambiamenti climatici che fanno ammalare la Terra e ciò che contiene.
Si rischia, inoltre, nell’intento condivisibile di dedicare attenzione agli effetti che il clima produce sulle persone di medicalizzare alcuni fenomeni. La medicalizzazione, cioè la trasformazione di un malessere in patologia, sarà una mano santa, l’ennesimo buon affare per l’industria farmaceutica e una pessima prospettiva per noi. I cittadini ancora una volta saranno ridotti a consumatori e con una piccola dose d’immaginazione si può già prefigurare la comparsa, sui banchi delle farmacie, di pasticche per i disturbi legati al clima: metereopatia, stress da escursione termica, asma da gas serra, infiammazioni polmonari, inquinamento del sangue. E via di seguito.
Resta da capire se a mettere riparo a un problema grande come quello del clima bastino un paio di pillole prese prima dei pasti o se invece l’urgenza della condizione climatica piegherà gli interessi economici a quelli più grandi della collettività e dell’ambiente.

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