sabato 30 maggio 2009

André Frénaud




Il sabato poesia: La vita, il vento


La vita che alla sfuggita abborracciava
la tempesta primaverile e proseguiva,
la vita – il vento dalle cento lusinghe
mai mantenute – che procedeva,
le sue cento imprese e il disastro
e proseguiva, la vita, il vento,
la vita, così dolce quando le aggrada.





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2 commenti:

Annarita ha detto...

Superbo Frenaud, che, nella sua poesia, esprime un senso di rivolta angosciata..., in cui l'unica dignità concessa è quella del rifiuto.

Ho letto della sua produzione la raccolta I Re Magi e Non c'è paradiso.

Mi piace il suo utilizzo sapiente di un lessico colloquiale ma severo.

Grazie Novalis e buona fine settimana:)

filo ha detto...

Il vento che ci sferza la notte
e ci accarezza di giorno
non ci lascia altra scelta che essere
"un giunco, un'erba..
che ora si piega e dondola
su una sponda diruta.
Anche una lunga erba livida
che ondeggia come fiamma,
..una canna" (K. Mansfield)

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