giovedì 23 aprile 2009

Terremoto in bianco e nero


Sono passati poco più di quindici giorni dal 6 aprile, giorno in cui il terremoto ha lasciato un segno profondo nella terra d'Abruzzo, ha lasciato delle crepe indelebili nelle persone e nelle cose.
Il giovane Daniele Lanci figlio di una donna aquilana e fotografo da due anni, ha voluto con la sua reflex realizzare un reportage su quei posti. Accompagnato dai vigili del fuoco, ha fotografato i resti martoriati di Onna, Paganica, Tempera e L’Aquila.
Lontano da polemiche, questo servizio ci mostra solo un reale stato delle cose in bianco e nero, i colori che meglio descrivono l'angoscia di una situazione straziante.

8 commenti:

  1. In queste immagini emerge il silenzio spettrale della devastazione e quello della solitudine di chi soffre o lavora per reagire. Un silenzio invadente e straziante, anche per me che osservo da lontano.

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  2. Il bianco e nero praticamente sospinge a calarsi di più nella oggettività del sisma. Le foto sono significative e piene di plasma vitale, malgrado tutto. Una buona testimonianza.

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  3. bellissimo "reportage", fatto con il rispetto, il dolore e la sensibilità dell'unica persona che poteva farlo, ovvero di uno che conosce i luoghi, li ama e li piange.

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  4. Rimanendo in tema coloristico, mi verrebbe da pensare che, in tutta questa triste storia, sono più le zone d'ombra che quelle in luce a inquietarmi.

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  5. Il bianco e nero risalta ancora di più la splendida realtà della ricostruzione promessa dal nostro fantomatico presidete del consiglio. E' molto probabile che il G8 diventi un cameratesco e folkloristico incontro nella più desolata devastazione. Pensiamoci bene tutti : l'Aquila non è altro che il nuovo Vajont. Ciao

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  6. Immagini di muta desolazione nella loro tragica bellezza.

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  7. immagini che valgono mille discorsi!
    La distruzione in un attimo, la vita dopo.

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  8. Una splendida fotografia.

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