mercoledì 22 aprile 2009

Decrescita: Denaro e consumo


Il quinto punto del decalogo sulla decrescita è il denaro e consumo, i primi quattro li trovate qui.

5. Denaro e consumo. "Disprezzate l’usura. Disprezzate la speculazione. Favorite l’eco-nomia. Cercate di non utilizzare denaro elettronico. Incentivate il prezzo equo, il baratto, lo scambio, le monete alternative, i prodotti verdi… Disprezzate le modalità di pagamento posticipato. Evitate lo Stato e le sue tasse più che potete perché la maggior parte di quel denaro non viene utilizzato per fini sociali ma per proteggere lo Stato stesso, l’esercito… Praticate la disobbedienza fiscale ogni volta che potete. Se vi avanzano dei soldi, per qualunque ragione, condivideteli: una volta soddisfatti i bisogni personali, ciò che non si dà… si perde. Evitate il consumo superfluo, compulsivo e inutile. In questo modo evitate di sprecare energia, di produrre rifiuti e di perpetuare il Sistema… Fate in modo che il vostro consumo tenga sempre in considerazione i criteri ambientali, sociali, etici…"


*Marco Cedolin scrive cosi:
[…] Nel pensiero della decrescita si auspica la costruzione di una società che sostituisca la macroeconomia globalizzata con microeconomie autocentrate.
[…] Destinare i soldi delle nostre tasse alla creazione di occupazione che consenta di ridurre gli sprechi e gli impatti ambientali è sicuramente più costruttivo che dissiparli nella costruzione di ciclopiche opere cementizie che devasteranno i territori in cui viviamo.
Riscoprire i rapporti di vicinato, la convivialità, la capacità di donare e ricevere, accresce la nostra interiorità molto più di quanto non accada oggi nella nostra realtà quotidiana sterilizzata dove “gli altri” vengono considerati semplicemente degli avversari con i quali competere in maniera sfrenata. Lavorare in prossimità delle proprie abitazioni rifuggendo il pendolarismo esasperato, valorizzando le proprie qualità, in un clima sereno dove la cooperazione sostituisca la competizione, rappresenta senza dubbio un’esperienza più creativa rispetto a quella che generalmente sperimentano milioni di persone fra i gironi di quell’inferno dantesco che è il “mondo del lavoro” attuale.
[…] In sostanza la decrescita è quanto di più lontano possa esistere dalla società basata sulla crescita e sui consumi smodati, che stiamo vivendo nella sua fase terminale, costituita da una profonda recessione. Al tempo stesso ne costituisce l'alternativa naturale, probabilmente l’unica in grado di fare fronte agli effetti devastanti determinati dal crollo di un modello di sviluppo dimostratosi impraticabile. Marco Cedolin

**Il materialismo, il denaro, non ha mai reso felice nessuno, ma tutt’al più, come recitava una targa di ceramica appesa in casa di mia nonna, il denaro può ‘calmare i nervi’, cosa vicina all’ottundimento della pasticca, della droga o di altro espediente per non patire dolore e mancanza. L’egoismo individualista, qualità indispensabile per avere successo, fare carriera, essere protagonisti, configura stress e fatica per chi lo pratica, stimola aggressività, frustrazioni e resistenze difensive negli altri, aumenta la competizione generale che inevitabilmente degenera in conflitti a livello di comunità, società e nazioni. Tutto, quindi, meno che apertura verso la pace, l’ armonia e la felicità.
Il tempo è denaro. Ma vale di più il tempo o il denaro?
Secondo noi il tempo vale indubbiamente più del denaro. Certo, come per il denaro, conta molto come viene speso. Ma in linea di massima avere più tempo a disposizione ci permette di vivere una vita più piena, di esperienze e di relazioni.
E spesso ci permette anche di risparmiare denaro perchè apre innumerevoli possibilità di autoproduzione. Se ho tempo per i miei figli, non ho bisogno della baby sitter, se ho tempo per i miei genitori, non ho bisogno della badante. Se ho tempo per badare alla casa, non ho bisogno della donna di servizio. Se ho tempo per autoprodurmi pane, formaggio, yogurt, detersivi ecc non ho bisogno di comprarli. Certo, ci vuole anche la voglia di fare tutte queste cose, probabilmente in molti nel tempo libero starebbero a poltrire davanti alla tv o a giocare alla playstation. Ma qui non stiamo parlando di ozio, più o meno creativo, e nemmeno genericamente di tempo libero. Ci riferiamo al tempo liberato. Liberato dal lavoro.
Infatti, mentre ancora qualcuno per aumentare la competitività vorrebbe riportare gli orari di lavoro a quelli ottocenteschi, nella società della decrescita una delle “rivoluzioni” più auspicabili e necessarie è proprio quella della riduzione dell’orario di lavoro. Lavorando meno si ha più tempo per sè stessi, per gli altri e per sviluppare o recuperare manualità, competenze, tradizioni che a causa del progresso sono andate perdute ma che fanno parte della nostra cultura e che sono in grado di arricchirci come persone.

6 commenti:

  1. io sono una fan della decrescita

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  2. "Evitate lo Stato e le sue tasse più che potete" ahia! qui si sobbilla all'evasione fiscale! E poi il nostro Tvemonti che dice? Vuoi che gli pigli lo sturbo? :-)

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  3. Questo e' uno dei passaggi piu' difficili, quello in particolare del tempo. Pur non togliendo valore al fatto che con piu' tempo le cose puoi fartele tu (badante, babysitter, pane, yogurt orto ecc) non mi sento di condividfere al 100%.
    Se tutti facessimo il pane in casa verrebbe da dire che sarebbe meglio farlo ogni tot famiglie per utilizzare una sola fonte di calore e per liberare parte della giornata di ciascuno da questa incombenza...
    In quanto ai rapporti di vicinato condivido appieno appieno

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  4. Cercate di non utilizzare denaro elettronico. Anche questo è molto discutibile... farebbe certo la felicità di micro e macro evasori, mafie varie...

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  5. La vedo dura con 'sta decrescita :-)

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