martedì 10 marzo 2009

Decrescita: energia

Il terzo punto del decalogo sulla decrescita è l'energia, i primi due: Alimentazione e Società li trovate qui.

"Risparmiate tutta l’energia possibile. Riciclate energia. Cercate di fare un uso efficiente dell’energia. Traete il miglior profitto dall’energia che utilizzate. Consumate, nella misura delle vostre possibilità, energia che provenga da fonti rinnovabili. Investite, nella misura delle vostre possibilità, in fonti energetiche rinnovabili. Diffondete, nella misura delle vostre possibilità, le fonti energetiche rinnovabili al lavoro, a casa e nei centri di studi…"

Due domande ad *Alberto Zoratti

Quale modello energetico senza nucleare, a livello internazionale, risulta credibile per efficacia ed efficienza e quindi esemplare per il caso italiano?


La risposta non può essere univoca, ma più complessa di quanto si pensi. È necessario un mix di fonti energetiche come l’idroelettrico (soprattutto di piccole e medie dimensioni), il solare, il vento, il gas naturale, sommato, però, a tutte le esistenti strategie di risparmio energetico. Che dire delle case-clima, già diffuse nel nord Europa ed in parte in provincia di Trento e di Bolzano dove il consumo totale si attesta sui 7 KWh/m² all’anno? Stiamo parlando di meno di un litro di olio combustibile per metro quadrato annuo (o meno di un metro cubo di gas), contro i 300 KWh/m² all’anno che si possono trovare come punta massima nei nostri edifici, con una media che – nel 90% dei casi – tocca i 200 KWh/m² all’anno (attorno ai 20 litri di olio combustibile per metro quadrato annuo). E questo è soltanto un esempio.

Quali sono le reali alternative energetiche a cui far riferimento in Italia? Responsabilità e consapevolezza non richiederebbero innanzitutto produrre vicino ai luoghi di consumo, risparmiare e innovare con tecnologie appropriate?

Responsabilità e consapevolezza dovrebbero innanzitutto richiamare il cittadino alle sue responsabilità personali, al proprio stile di vita, che dovrebbe essere all’insegna dell’attenzione ai propri consumi. Il risparmio energetico è sicuramente il primo passo. Ma a questo vanno affiancate politiche pubbliche che parlino di agevolazioni sull’edilizia, a cominciare dalle coibentazioni (meglio se in materiali naturali) per arrivare ai consumi. E poi, certamente, le fonti di approvvigionamento, che dovrebbero contemplare produzioni con microimpianti. Insomma, passare da una gestione centralizzata della produzione ad una gestione reticolare, dove ognuno non sia solo utente ed utilizzatore, ma anche produttore e distributore. Una rivoluzione, ovviamente. Ma visto il cambiamento in atto, forse ne vale la pena.

*Biologo e giornalista freelance. Collaboratore di Altreconomia, La Nuova Ecologia e Carta, è autore di diverse pubblicazioni come Wto. Dalla dittatura del mercato alla democrazia globale (EMI, 2005). Ha collaborato alla realizzazione di Atlante di un'altra economia (Manifestolibri, 2004) e Prodotti dal Sud del mondo e mercati avanzati. Potenzialità e contaminazioni tra commercio equo e solidale e commercio internazionale (Franco Angeli Edizioni, 2007). È tra i fondatori dell’organizzazione dell’economia solidale Fair (www.faircoop.it).

4 commenti:

  1. Come prima cosa però, come dice Zoratti, è necessario cambiare il proprio stile di vita, responsabilizzarci e amare la nostra Terra.

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  2. Il principio è ottimo. Ma alla fine della giornata di ciascuno di noi, le cose non sono andate esattamente così come la buona coscienza auspica. Occorrerebbero maestri e controllori!?!

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  3. E' ormai da più di un anno che in Italia si parla di risparmio energetico. Ma quali sono i possibili modelli di risparmio energetico attuabili nel nostro Paese ? Pensare di modificare lo stile di vita di milioni di persone è utopistico, purtroppo, soprattutto se, a livello centrale, invece di orientarsi su di un modello di energia "pulita" si investe nel nucleare. Spendiamo milioni di parole, milioni di dibattiti, auspichiamo uno stile di vita diverso e poi... c'è chi decide per noi.
    Ciao

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  4. Chiedete ai Liguri e ve lo dicono loro come fare economia!

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