Prima di tutto vennero a prendere gli zingari e
fui contento perché rubacchiavano.
Poi vennero a prendere gli ebrei e
Poi vennero a prendere gli omosessuali e
Poi vennero a prendere i comunisti ed
Un giorno vennero a prendere me e
:)
Abbeverarsi da Brecht toglie senso ad ogni altro liquido, disseta l'anima e il cervello.
Approvo decisamente la scelta di pubblicare questo famoso passo. Di questi tempi...
si, è un passo molto attuale, citato anche da travaglio in una puntata di annozero di qualche settimana fa.
Giustamente famosissima
ciao
@www e c.c. > concordo!
@Matteo e suburbia > ...è nuova per me!
La lirica sociale, ormai celeberrima, è attribuita da alcuni, impropriamente, a Bertold Brecht. Nella realtà, si tratta di una delle innumerevoli varianti, elaborate in base a quanto dichiarato dal pastore luterano, teologo, antinazista e poeta tedesco Friedrich Gustav Emil Martin Niemöller (14 gennaio 1892 – 6 marzo 1984), nel corso di un'intervista rilasciata a un giornale tedesco nel 1946. La citazione fu pubblicata sotto forma di poesia, nel 1955, da Milton Mayer. Le numerose versioni, scritte e messe in versi da anonimi, di volta in volta inseriscono fra coloro che "essi" - o "i nazisti" - vennero a prendere: comunisti, socialdemocratici, zingari, omosessuali, studenti, giornalisti, malati incurabili, ebrei, testimoni di Geova, stranieri ecc. Qui sopra, una delle versioni più diffuse, e alla fine la dichiarazione originale di Niemöller, cha la confermò, dietro richiesta, nel 1971, quando già circolavano numerose varianti della sua poetica riflessione.
Roberto Malini [fonte]
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