Mano, va’ a cercare l’altra via.
Cedi, lascia una a una
le cose che hai preso; tenta la via
dove non resta nulla nella mano.
Mano, va’ a cercare l’altra via.
Dopo che hai perso
Cedi, lascia una a una
le cose che hai preso; tenta la via
dove non resta nulla nella mano.
Mano, va’ a cercare l’altra via.
Dopo che hai perso
tutto ciò che hai lasciato, oh, il vuoto!
Le mani vuote si congiungano
in un gesto severo.
Le mani vuote si congiungano
in un gesto severo.
Kikuo Takano: è nato a Sado nel 1927. Passato attraverso diverse esperienze poetiche, aderisce al gruppo Arechi, importante punto di riferimento per la poesia giapponese del dopoguerra e si impone come uno dei grandi maestri della poesia nipponica contemporanea. Ha pubblicato La trottola (1957), Le tenebre come tenebre (1964), Per incontrarsi (1995). Nel 1996 alcuni testi tradotti da Yasuko Matsumoto e Massimo Giannotta appaiono in Italia presso Empiria (L'anima dell'acqua). Nel 1999 la fondazione Piazzolla pubblica la raccolta antologica Secchio senza fondo. Suoi testi sono ancora pubblicati recentemente nella piccola antologia Sei Budda di pietra (2000) edita da Empiria.





4 commenti:
Quando l'uomo con le mani troppo piene lascerà le cose ha preso, anche l'uomo dalle mani troppo vuote potrà cercare l'altra via.
Una poesia stupenda, un pensiero emozionante.
Grazie.
Non conoscevo questo poeta.
Mi ha fatto pensare alla stonatura delle mani disgiunte: unite... è meglio!
Pensiero banale ma, ugualmente profondo!!
Bellissima...
Il poeta sà emozionarti e come in questo caso, commuoverti!
Ultimamente le mie mani mi tradiscono un po'.
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