giovedì 12 aprile 2012

Robert Capa: fotografare il pensiero

Durante il suo breve passaggio sulla terra, visse e amò molto. Nacque senza denaro e così morì. Quel che ci ha lasciato è la storia del suo viaggio irripetibile e una testimonianza visiva che proclama la fede nella capacità degli uomini di sopportare tante avversità e, a volte, di farcela. Cornell capa

Nonostante tutte le sue invenzioni e i suoi atteggiamenti, da qualche parte, nell’intimo, Capa ha una realtà. E’ il suo talento, un misto di umanità, coraggio, gusto, in esso si mescolano un atteggiamento romentico, il disprezzo della mera tecnica, l’istinto dell’opportunità, la capacità di rilassarsi. In fondo a tutto c’è persino un pizzico di modestia… Soprattutto, Capa, che pure ha spesso tante energie per trovare soluzioni vantaggiose per sé, prova un profondo senso di empatia umana per gli uomini e le donne rimasti intrappolati nella realtà. John Hersey

Lui capiva la vita. Viveva la vita intensamente. Ha dato generosamente di quel che aveva da dare alla vita… Ha vissuto da uomo coraggioso, vigoroso e di rara integrità.
Edward Steichen

Capa: è stato un buon amico e un grande e coraggiosissimo fotografo. Le sue percentuali lo hanno raggiunto e questo è una fortuna per chiunque ma specialmente per Capa. Era talmente vivo che uno deve mettercela tutta per pensarlo morto.
Ernest Hemingway

Capa sapeva che cosa cercare e che cosa farne dopo averlo trovato. Sapeva ad esempio, che non si può fotografare la guerra perché la guerra è soprattutto un’emozione. Ma lui ha fotografato quell’emozione scattando accanto a lei. E’ stato capace di mostrare l’orrore di un intero popolo nel volto di un bambino. La sua macchina fotografica coglieva l’emozione e la tratteneva. Le sue foto non sono incidenti. L’emozione che contengono non arrivano per caso. Capa era in grado di fotografare il movimento, l’allegria e lo sconforto. Era in grado di fotografare il pensiero. L’opera di Capa è in se stessa la fotografia di un grande cuore e di un’empatia irresistibile. Nessuno potrà prendere il suo posto. Nessuno può mai prendere il posto di un grande artista, ma nelle sue fotografie abbiamo la fortuna di avere la qualità dell’uomo.John Steinbeck

La vita

Robert Capa non era intenzionato a diventare un fotografo di guerra: furono le circostanze della sua vita a spingerlo. Nacque con il nome di Endre Friedmann in una famiglia ebrea di Budapest nel 1914.
1931 – Lascia il suo paese per avere partecipato a manifestazioni contro il regime ungherese, e se ne va a Berlino.
1933 – con Hitler al potere, è di nuovo obbligato a partire, questa volta per Parigi.
1934 – Insieme alla profuga tedesca Gerda Taro (compagna e manager) “inventano” un noto e prestigioso fotografo americano di nome Robert Capa.
1935 – Fotografa la guerra civile spagnola.
1938 – La resistenza cinese all’invasione giapponese.
1941 – La seconda guerra mondiale.
1948 – La prima guerra arabo-israeliana.
1954 – La guerra d’Indocina.

Simbolo di tutti i fotogiornalisti che hanno rischiato la vita per la loro professione, Capa seppe comporre immagini di una dolcezza senza confronti, affreschi storici intrisi di umanità. Seppe trovare nei volti della gente quell’istante rivelatore che stempera la sofferenza in speranza.

Link: Biografieonline - Immagini - Magnum Photos - Expositions Bibliotheuqe National de France

1 commento:

  1. Meravigliosi scatti. Avevo un poster tanto tempo fa : l'attimo in cui un soldato americano viene colpito da un proiettile e , gigantesca, la scritta WHY? Credo sia una sua foto. Il poster è andato perduto in uno dei miei tanti traslochi...peccato...non sono più riuscita a ritrovare quell'immagine.

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